non ho potuto resistere

e ho aspettato la telefonata del Presidente alle due e mezza.

per un po’ c’è stata una musichetta tipo dentista, poi ha cominciato a parlare un tizio dello staff, che ci ha dato un po’ di numeri sulla campagna.

in florida abbiamo fatto registrare 360’000 nuovi elettori e abbiamo fatto 22 milioni di “door knocks” e “phone calls”, letteralmente “bussate” e telefonate. in ohio abbiamo registrato 140’000 nuovi elettori e fatto 17 milioni di telefonate e “bussate”. in virginia 14 milioni. in new hampshire 5 milioni. ogni volontario ha fatto la sua parte, dice, anche quelli che vivono in stati tradizionalmente democratici. “perché da casa avete lavorato anche per gli stati che si sono rivelati fondamentali per la vittoria.”

il numero totale è di 125 milioni di telefonate e porte cui abbiamo bussato. 

questa sì che è una campagna. è come mobilitare abbastanza forze per andare a bussare due volte alla porta di ogni abitante dell’italia.

ve lo immaginate?! un numero enorme. soprattutto se consideri che da noi prima che c’arrivi la seconda volta t’han già bucato le gomme.

mentre ci sciorina sto fiume di numeri, irrompe a sorpresa una voce femminile particolarmente squillante:

“salve, questo è il centralino della casa bianca.”

“beh, salve…”, dice lui colto di sprovvista.

“sto parlando solo con lei?”

“no, a dire il vero in questo momento sta parlando anche con decine di migliaia di volontari in tutto il paese.”

STIMA.

arriva il presidente, e fa un bel discorso più o meno simile a quello che avete visto e rivisto nel video con le lacrimucce.

ringrazia, ringrazia ancora e ricorda che c’è tantissimo lavoro da fare per i prossimi quattro anni.

“and to all of you volunteers on the phone, I love you guys. I’m so proud of you. you should take a breath and just look at what you’ve accomplished. America is never gonna be the same, it’s a better place because of your involvement. and you can stay involved. and one of my pledges for my second term is to get out of Washington more often, because it’s just good for my soul. the more I get the chance to see you guys, the better off I am.”

insomma, è un po’ come parlare coi parenti dopo la laurea.

spaziale.

c’è qualcosa di terribilmente naive anche in questo tipo di comunicazione politica,

ovvio. ma sai che c’è? funziona. perché aldilà del fatto che non stava chiamando direttamente me,

né nessun altro dei volontari, l’impressione era che davvero stessimo al telefono col Presidente.

e questo funziona. e, come abbiamo visto, vince.

soprattutto perché quando, a fine chiamata,

il tizio dello staff ci avverte che possiamo fare ancora molto in futuro,

e che anzitutto la settimana prossima ci chiederanno via mail un feedback

su cosa è andato bene e cosa meno rispetto alla campagna,

senti che l’interesse è sincero.

e che ogni dato che daremo, come abbiamo letto in questi giorni in dozzine di articoli,

sarà davvero utilizzato per migliorare qualcosa,

foss’anche la più piccola.

e questo conta.

 

so che sono in ritardo con il supervideo, perdonatemi,

sono stata sommersa dagli arretrati. ma non temete.

questione di un giorno o due!

 

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