“he’s the best president we’ve ever had”

ieri ho lavorato al quartier generale di 218 S Wabash, uno dei numerosi centri vitali della campagna qui a Chicago.

sostanzialmente le attività di questi ultimi giorni di campagna sono tre.

la prima è attaccarsi al telefono e chiamare gli elettori degli stati chiave (i cd. swinging states).

devo dire che rispetto a quattro anni fa si sono evoluti parecchio.

allora ci davano delle liste cartacee e ci toccava provare numero dopo numero.

ieri invece mi hanno dato un cellulare, mi hanno fatta loggare in un computer

ad un software di “predictive dialing” che fondamentalmente chiama automaticamente

tutti i numeri della lista finché qualcuno risponde, e in quel caso ti mette in linea.

roba da pazzi.

come quattro anni fa, ci danno uno script preciso da seguire per le telefonate,

c’è poco da improvvisare.

ad essere sincera l’utilità di chiamate di questo tipo un po’ mi sfugge,

perché non si tratta  di convincere gli indecisi,

quanto semplicemente di chiedere alle persone se hanno già votato

e ricordar loro i termini per farlo.

molte persone sono piuttosto infastidite da questo tipo di chiamate,

anche perché probabilmente ne ricevono a palate.

alcuni ti implorano di cancellarli dalla lista, altri ti minacciano di mandare la polizia federale,

altri semplicemente ti attaccano il telefono in faccia.

i più simpatici sono quelli che ti rispondono “you’re wasting your time” o “I wouldn’t vote for Obama, EVER.”

Certo, bisogna dire che ieri stavamo chiamando elettori del Wisconsin che hanno richiesto l’absentee ballot.

Il che li identifica più o meno in una fascia di bianchi caucasici ultranovantenni.

Tra i quali mi pare che il nostro non vada per la maggiore.

In generale non trovi nemmeno tanti indecisi. In Wisconsin al telefono è il vaffanculo che va per la maggiore.🙂

Ma soprattutto, scommetto che in molti non hanno nemmeno sentito cosa stavamo chiedendo.

La migliore, però, è stata Beatrice, 93 anni suonati,

la quale mi ha risposto “certo, tesoro, ho già votato. con obama al 100%, che dico, al 150%!

è il miglior presidente che abbiamo mai avuto.”

“se lo dici tu, Beatrice, che ne hai visti così tanti, allora c’è da fidarsi.”

Il resto del pomeriggio l’ho passato a fare data entry e istruire nuovi venuti.

Si tratta di prendere i dati delle telefonate ed aggiornare i database del partito.

Un lavoro più noioso ma sicuramente più veloce per gli smanettoni come me.

La terza cosa che si può fare in questi giorni (ma principalmente nel weekend),

è che ogni tanto organizzano il carpooling per dei tour di porta a porta negli stati limitrofi.

Qui al quartier generale di 218 S Wabash l’età media è molto più alta

rispetto a quello di Lake Street dove lavoravo 4 anni fa.

Ma probabilmente dipende anche dalle differenti zone della città

e dai loro residenti tipo.

Qui sono tutti straordinariamente gentili,

entusiasti all’idea che qualcuno sia venuto sin dall’Italia

per dare una mano. C’è sempre chi ti allunga un bicchier d’acqua o una fetta di pumpkin cake.

E poi ci sono personaggi fantastici, che vengono tutti i giorni da settimane.

Come George, un anziano signore di origine serba, che sta lì fisso da mattina a sera e macina telefonate

che nemmeno un call center.

A fine giornata, ciliegina sulla torta, un salto da Starbucks e due risate con due amici italiani.

Luca, che era qui con me anche 4 anni fa, ed Elio, che è qui già da una settimana.

Ormai siamo una comunità consolidata.

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